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Circolare n° 8 del 24 giugno 2009
Cassandra aveva torto!
(Savoia: venerdì, sabato, domenica 19/21 giugno 2009)
Cari Soci,
per fortuna Cassandra non ha sempre ragione, anzi in questo caso aveva proprio ‘cannato’ le previsioni.
Per il fine settimana del giro in Savoia sarebbe dovuto piovere addirittura almeno (si fa per dire) per quattro giorni su due e mezzo; c’era infatti già che si chiedeva se partire o meno, ed invece siamo partiti da Milano col sole, ed invece doveva piovere a dirotto, ed abbiamo avuto tempo perfetto, asciutto e fresco, sia sabato che domenica.
E’ vero che abbiamo preso un sacco d’acqua venerdì pomeriggio tra il Piccolo san Bernardo e Beaufort e che questo ci ha impedito di godere del passaggio sul Cornet de Roselen, ma l’abbiamo già fatto e lo rifaremo.
Piuttosto nella bellezza generale del giro (certo che le Alpi Francesi lasciano sempre stupiti per l’ampiezza e la maestosità dei paesaggi e per la scarsissima pressione demografica) ciò che forse ci ha più stupiti è stato il Grand Colombier.
Vista la cartina stradale che raffigura la strada con un tratto bianco e rosso, segno che è pericolosa, poiché comunque segnato anche in verde, cioè strada panoramica, con Luca B. l’avevamo inserita quasi come fosse una sfida, un gioco, dicendoci che nulla ci avrebbe impedito di tornare indietro o di non affrontarla affatto.
E’ stata invece una rara meraviglia, da rifare assolutamente alla prima occasione|
E’ una strada che dire secondaria è dire poco, è stretttina, scavata nella roccia e sul finaxo della montagna, ma perfettamente asfaltata, che in Italia ormai neppure le statali, e sale sale fino al valico, più un nido delle aquile che un semplice colombaio, dominando le valli sottostanti e sempre magnificamente visibili: da una parte il Rhone ed i laghi di Annecy e di Bourget e dall’altra un’altra valle verde, ampia e bellissima.
Ma ciò che forse ci ha colpito di più sono stati gli ultimissimi chilometri dell’ascesa dati da una serie di strettissimi tornanti tracciati esattamente sullo spartiacque fra le due valli, sicché da uno di vedeva la valle di destra e dal successivo quella di sinistra e così fino in cima.
Più che una strada sembrava una cucitura a zig-zig fatta da una gigantesca macchina da cucire con la quale mani sapienti avevano cucito insieme i bordi di due splendide tele.
Un incanto da rivivere!
Cordiali saluti
il Presidente
Avv. Pier Paolo Picciolini